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Toscana: lavorare in sicurezza e con dignità, un diritto innegabile ma solo a parole?

toscana lavorare con dignitàGiungono sempre più segnalazioni da parte di colleghi che si lamentano di essere sottoposti a estenuanti pressioni per raggiungere obbiettivi commerciali e/o operativi anche quando questo presuppone l’infrazione di norme di cui l’azienda stessa si è dotata.
A titolo di esempio citiamo casi di gestori che devono vendere prodotti a clienti che più volte hanno detto di non essere interessati ma che puntualmente si ritrovano sulle liste dei clienti da contattare, cassieri che devono gestire rimesse e bancomat in solitudine usando come matricola del testimone una matricola fittizia, o che sono costretti a accogliere versamenti senza poter riscontrare il contante di persona e ancora colleghi, inseriti in vari ruoli, costretti a custodire tutte le chiavi e le combinazioni di mezzi forti, che la normativa vorrebbe fossero distribuiti almeno tra due soggetti diversi; infine colleghi con orario part time richiesto per esigenze familiari “costretti” ad effettuare prestazioni di lavoro (es. ricarica del bancomat) in pausa pranzo per poter rispettare il proprio orario di uscita o (peggio ancora) colleghi in part time che si trattengono oltre il loro orario dopo aver passato il badge in uscita perché “non si possono fare straordinari”.

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